L'almirante non si potè trattenere dal ridere, a tanta furia del suo concittadino. E pensò in quel momento ad un proverbio di casa: la furia dei genovesi dura tre giorni. La qual cosa poteva anche esser vera, ma certamente non era intieramente creduta dagli altri Italiani, che a questo proposito solevano dire: genovese aguzzo, piglialo caldo.
—Avete ragione;—rispose l'almirante.—Ma bisogna pensare ad un'altra necessità. Intenderete [pg!200] benissimo che per questa piccola colonia non potrei lasciare soltanto marinai. Qualche ufficiale sarà necessario; e non potrei, almirante di Castiglia, avendo quasi tutti Castigliani nella mia gente, dare il comando della colonia che ad uomini di questa nazione. Degli ufficiali che sono imbarcati con me dovrò dunque sentire l'opinione, per vedere chi volesse restare ed assumere il comando della fortezza. Se dovessi ascoltare il mio cuore, darei il comando ad uomini come voi, o come il vostro compagno.
—Non pensate a noi, messere; noi siamo marinai.
—Infatti, come marinai siete venuti a me. Ma io non vi ho mai avuto per tali. Anche parlando il nostro vernacolo, non vi nascondete abbastanza; si sente che non siete di Maccagnana, nè della Marina; la batte da San Lorenzo a San Luca, miei cari.
—Messere....—balbettò Damiano, confuso.
—Ebbene, ditemi che non è vero; che non ho colto nel segno.
—Eh, non saprei;—rispose Damiano.—Ci sarebbero altre chiese, da mettere in riga; San Siro, per esempio, o Santa Maria di Castello, San Domenico o Santa Maria delle Vigne. Ma io non potrei fermarmi su questo tema, se non per ringraziarvi d'una curiosità che è figlia di benevolenza, e per dirvi subito i nostri nomi, come sono scritti laggiù. Disgraziatamente, ho promesso a Cosma.... di chiamarmi Damiano. Quando egli non vorrà essere più Cosma, credetelo, messere, sarò felicissimo di restituire il mio nome di guerra al santo da cui l'ho tolto ad imprestito.
—Nè io vi chiedo di rinunziarci per curiosità che io abbia di sapere i vostri nomi veri ed autentici;—disse l'almirante.—Ho accennato alla vostra condizione per significarvi il mio rammarico [pg!201] di non potervi dare un uffizio più conveniente, e di vedere in pari tempo che voi, amico Damiano, poichè Damiano volete essere, vi disporrete ad un sacrifizio come quello di restare parecchi mesi, forse un anno, in questi lidi lontani.
—Oh, non vi date pensiero di ciò!—disse Damiano.—Ho in uggia l'Europa.
—Capisco;—mormorò l'almirante.—Dolori?