—Sì, dite bene, è questione di giorni, quando ci sia la buona volontà;—conchiuse l'almirante.—Domattina ne parleremo.—
Il giorno seguente, Cristoforo Colombo chiamò a [pg!203] consiglio gli ufficiali della spedizione e i piloti delle due marinaresche, della Santa Maria naufragata, e della Nina superstite. Espose la condizione di un equipaggio raddoppiato, sulla più piccola caravella e sulla meno maneggevole, rimasta l'unica per ritornare in Europa, ed accennò al disegno di fondare una colonia ad Haiti, lasciandovi un certo numero di marinai, con quegli ufficiali che volessero restare al comando. Gli avanzi della Santa Maria avrebbero fornita la materia per la costruzione di una fortezza, che i suoi cannoni potevano difendere, e in cui si sarebbero lasciati viveri per il sostentamento del presidio, nello spazio di un anno. Tanto non credeva egli che la colonia avrebbe dovuto aspettare il ritorno di una nuova spedizione dalla Spagna; ma era meglio provvedere per un anno, che per sei mesi soltanto; le precauzioni in simili casi non essendo mai troppe.
Del resto, in quello spazio di tempo, i nuovi coloni avrebbero avuto agio di visitare, con le debite cautele, tutte le parti dell'isola, di cercare le miniere e tutte l'altre sorgenti di ricchezza. Inoltre, col cambio di tanta minutaglia che ancora si ritrovava a bordo della Nina e nel carico sbarcato dalla Santa Maria, avrebbero potuto accumulare dell'oro in gran copia. Imparando la lingua dei naturali, si sarebbero avvezzati ai loro costumi, alle loro abitudini, in guisa da poter prestare utilissimi servigi nelle spedizioni susseguenti. Alle quali, appena ritornato in Ispagna, avrebbe pensato e provveduto l'almirante, con quel pronto animo e con quell'ardore di desiderio che tutti riconoscevano in lui, e che oramai dovevano intendersi piuttosto accresciuti che diminuiti.
Piacque la proposta a tutti, assai più che l'almirante non isperasse. Ma forse il pensiero di liberare [pg!204] la Nina da un soverchio di gente, faceva tutti più facili ad accettare un partito, sul quale, in ogni altra occasione, avrebbero trovato molto a ridire.
Damiano aveva dunque ragione, pronosticando che l'idea sarebbe stata accolta con giubilo. Ed oltre all'aver ragione, Damiano vinceva il suo punto.
[pg!205]
[Capitolo XII.]
Una nave che va, e l'altra che viene.
Quel medesimo giorno, che fu il 27 dicembre, era annunziato agli equipaggi della Nina e della Santa Maria, morta ma non ancora sepolta, il disegno del signor almirante del mare Oceano e vicerè delle isole scoperte nelle Indie Occidentali. Il disegno era già in embrione nella mente di molti; fu accolto da tutti con grida festose.
E bisognava sentire i discorsi che si facevano a bordo, nell'ora della colazione.