—Questione di gusti!
—E d'occhi, ti prego di aggiungere, e d'occhi che sappiano discernere. So bene che non tutti vedono ad un modo. Ci sono i presbiti, e ci sono i miopi, per esempio. Ma tu, Cosma, che hai un occhio di falco e l'altro di lince, dovresti riconoscere che la figliuola di Tolteomec non è una selvaggia come le altre. Che stupenda creatura! E non ti è mai venuto in testa di raffigurartela vestita come una dama d'Europa?
—No, veramente. Ti dirò anzi che non l'ho neanche guardata.
—Male!—esclamò Damiano.—Cioè, mi correggo: potresti aver fatto anche bene.
—Che discorsi son questi?
—Discorsi d'uomo savio.... e stagionato. Diciamo dunque: meglio così; meglio che tu non ti sia fermato a guardarla. Non si sa mai. Or dunque, io, che l'ho guardata moltissimo, e fo conto di non saziarmene mai, me la son figurata in tutte le fogge [pg!213] possibili. Da principio nella foggia di Diana cacciatrice. Con quel suo guarnelletto ai fianchi, con quel manto, o stola che tu voglia dire, gittata con tanta grazia sull'òmero destro e rigirata sul fianco sinistro, mi è parsa veramente la dea delle selve. Ieri ancora glielo dicevo.
—E t'ha capito?
—Eh, così così. Sai che faccio profitto, nella lingua d'Haiti. È più facile che non credessi a tutta prima. O forse, son questi i miracoli della necessità, quando amore l'aiuta. Abarima mi appariva lassù, da quella macchia che confina col prato, dietro la casa di Tolteomec... Ma tu non conosci abbastanza i luoghi, mio caro. Non importa, del resto; una macchia è sempre una macchia. Abarima usciva dalla macchia, quando io attraversavo il prato, per andarla a cercare. Orbene, lo crederai, o non lo crederai, l'illusione era perfetta; mi parve di vedere Diana, uscente dal limitare della selva, alla ammirazione, alla adorazione dei pastori.
—O dei lupi rapaci;—disse Cosma, sorridendo.
—Lascia stare i lupi, poveracci! Io, del resto, non sono quella bestia feroce che tu credi. Ti ho detto che amerei quella donna vestita da dama europea. E me la sono raffigurata anche con una gran veste di velluto, o di ormisino, gallonata d'oro, col suo gran vertugadino ai fianchi, per tener larghe le pieghe, una ricca mantiglia sul capo, accomodata sopra una trecciera di perle.... Come dovrebbe star bene! Che portento di gioventù, di bellezza e di grazia, da far morir d'invidia cento donne d'Europa al giorno!