—Che c'entra questo?
—C'entra, per quella benedetta legge di successione al trono, che hanno qui in vigore; una legge che esclude dal trono i figliuoli dei fratelli, perchè, dicono, non ci sarebbe tutta la sicurezza della consanguineità. Ma qui abbiamo un caso speciale. Tra una figlia della sorella di Guacanagari, e una figlia del fratello, spero bene che per una volta tanto si darà la preferenza a quest'ultima, se quest'ultima ha trovato un partito di prima qualità, un ada Turey, un figlio del cielo.
—Ecco un titolo che tu ti largisci con molta liberalità!
—Ce lo dànno;—rispose Damiano.—Accettiamolo, e mostriamo di gradirlo, vestendocene subito. [pg!217] con pompa e solennità. Ritornando al fatto, o al da fare, non ti sembra che io debba operare come ragiono?
—Non mi sembra affatto;—disse Cosma.—Ragioni male, e ti proibisco di operare in conformità.
—Tu?—esclamò Damiano, stupito
—Io, sì, io.
—E perchè, se è lecito saperlo?
—Perchè non mi piace.
—Non ti piace! non ti piace!—balbettò Damiano.—Questione di gusti, mi dirai. Ma questa, caro mio, non è una mela, non è una sorba, non è una susina; e voglio sperare che tu, uomo savio, dei gusti tuoi.... a proposito dei fatti miei.... mi vorrai dir la ragione.