—Oh senti,—gridò Damiano, stizzito,—se tu credi di farmi un epigramma, ti avverto che questo t'è riuscito senza punta. Anche le pelli rosse arrossiscono, e un attento esame te ne persuaderebbe, come ha persuaso me. Del resto, lasciamo stare il rossore; ci ho anche delle frasi sue, belle e buone, che mi dànno il diritto di credere che sono riamato. Se non ti piace, rincarami il fitto.
—Sei dunque felice?—disse Cosma.
—Sì....—rispose Damiano.—O quasi.
—È già un bell'avviamento;—riprese Cosma, assentendo cortesemente del capo,—Ma se la tua [pg!219] principessa non durasse nell'amore che incomincia a sentire per te?... Queste cose avvengono, lo sai.... anche di qua dall'Oceano.
—Non me ne parlare!—gridò Damiano.—Sarebbe una maledizione.
—Mi basta che sia una cosa possibile;—disse Cosma.—E se questa cosa si avverasse per te, tu, caro amico, rimasto tra i coloni, tra gli abitatori della fortezza, non potresti più curare il tuo male, partendo. Saresti confinato per sei mesi, per un anno, ad Haiti, bestemmiando la tua risoluzione troppo sollecita, per la quale, a voler dire ogni cosa, avresti anche mancato ad un'altra fedeltà, ad un'altra costanza: voglio dire la fedeltà e la costanza nell'amicizia. Pensaci, Damiano;—soggiunse Cosma, con accento di tenerezza solenne;—noi ci siamo conosciuti in brutti momenti, lo sai. Due altri uomini si sarebbero odiati. Anche noi, da principio, ci eravamo messi su quella via; ma eravamo due cavalieri, e non abbiamo potuto, non abbiamo voluto durarci. E da quel giorno che ci siamo strette le mani, quante ragioni non abbiamo avute noi per amarci! Tutt'e due liberi dalle passioni malvagie di casa nostra, ci siamo trovati d'accordo a compiangerle. C'era una gran cosa da fare, una grande occasione da cogliere, che ai nostri concittadini era parsa una follìa. Ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo detto: vogliamo partire noi due? vogliamo almeno partecipar noi ai pericoli e alla gloria d'una impresa che i nostri concittadini ricusano? E la risposta è stata una sola, che uscì da due bocche; partiamo; sempre uniti, nella vita e nella morte, si segua quell'oscuro popolano, il cui animo è così grande, sopra tutti i maggiori della sua terra, ai quali sarà gloria, se la fortuna lo assiste, di potersi dire della sua medesima patria.—
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Damiano asciugò una lagrima che gli era venuta sugli occhi.
—È vero, sì,—rispose egli, commosso,—abbiamo fatto quello che avevamo promesso. Genova, la prima esploratrice del mare tenebroso, Genova che aveva scoperte le Azzorre, Madera, le Canarie e le isole del Capo Verde, le doveva scoprir lei, le nuove terre intravvedute dall'ingegno di un suo valoroso figliuolo! Ma se ella non ha potuto, per le sue eterne discordie, por mente ai disegni di Cristoforo Colombo, non sono vivaddio mancati all'impresa due dei suoi cittadini.... oso dire il fiore dei suoi cittadini. Tanto, non c'è qui nessuno che ci senta....
—I vicini sono in villa!—disse Cosma.