—Damiano,—rispose ella,—Damiano è ada turey.
—E dàlli!—esclamò Damiano, seccato dalla ripetizione.—Non vorrei esser debitore dell'amor tuo a questa condizione privilegiata di figlio del cielo, che ho comune, del resto, con tante birbe matricolate.
—Che dice il mio signore!
—Niente, niente, Abarima taorib. Dico che tu sei una cara donnina, e che.... Ma senti! Vien qualcheduno.—
Si udiva infatti un fruscìo di rami nel bosco. Abarima levò la fronte e tese l'orecchio.
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—Forse Tolteomec che ritorna da vedere i suoi campi di maiz;—diss'ella.
—Ebbene, io ti lascio con lui;—rispose Damiano.
—Temi tu di vederlo?—disse Abarima.
—No, cara. Lo vedrò volentieri più tardi, nella giornata, quando potrò fargli una certa domanda. Ora, e appunto per te, appunto per quella domanda, vorrei vedere il signor almirante, il capo dei figli del cielo, che il diavolo se li porti.... fatte, s'intende, le debite eccezioni.