—Signore, voi giungerete al lido di Castiglia e avrete il premio delle vostre fatiche. Iddio non vi ha condotto fin qua perchè sia vana l'impresa maravigliosa a cui vi aveva destinato. E non solo la Spagna, ma tutto il mondo cristiano saprà che voi avete lasciata qui una parte dei vostri.
—Vi ascolti il cielo;—rispose l'almirante.—La vostra risoluzione è dunque irrevocabile?
—Con vostra licenza, mio signore, sì;—disse Damiano.
—E siate contento;—ripigliò l'almirante.—Poichè una colonia si fonda in quest'isola, è bene che ci sia qualcheduno di cui io possa maggiormente fidarmi. E di chi mi fiderei io veramente, se non di voi, o del vostro amico? Restate dunque, messer Damiano. Ma quale uffizio vi daremo noi qui?
—Qualunque esso sia, lo accetterò di buon grado.
—Bene; vi metteremo dunque per aiuto a Diego di Arana. Sappiate che il nostro capo di giustizia rimane volentieri. Egli stesso si è offerto, e la proposta sua mi ha levato da un grave impiccio. Lo Spagnuolo, per comandare a Spagnuoli, è dunque trovato. Così voi, messer Damiano, potrete rimanere suo primo uffiziale, senza dar gelosie.
—Io vi ripeto, signore,—disse Damiano, gongolante di gioia,—qualunque uffizio, anche il più umile, mi basterebbe. Ma vedrò di tener degnamente quello che voi mi avete conferito. Ho dunque la vostra parola, che io resterò nella colonia?
—L'avete;—rispose Cristoforo Colombo.—Ma perchè dubitate?
—Perchè.... vedete.... a voi non voglio tacer nulla.... Cosma, l'amico mio, si è messo in testa che io ritorni in Europa.
—L'amicizia ha i suoi diritti, o le sue pretensioni;—disse l'almirante.—Potete cedere, potete [pg!232] resistere; ma dovete sempre intendere le ragioni che muovono un amico a consigliare in un modo, anzi che in un altro.