—Butterai quelli che non ti serviranno;—rispose Damiano.—Purchè tu non butti via il mio cuore!—
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La capricciosa fanciulla finse di non aver udite le ultime parole del suo innamorato; e con molta gravità si diede a scegliere i tralci d'una specie di vitalba, con cui voleva fare la trama della sua ghirlanda, per innestarvi i fiori più belli. Damiano, seduto accanto a lei, contemplava, e contemplando aspettava.
—Dunque,—disse Abarima, mentre seguitava il suo lavoro;—tu resti in Haiti. E chi sarà il capo dei figli del cielo?
—Diego di Arana, il giudice... quello che fa giustizia, quando alcuno trasgredisce le leggi.
—Non lo conosco;—disse Abarima.
—Egli non è mai venuto nella casa di Tolteomec;—rispose Damiano.—È stato ospite di Guacanagari. È un uomo magro, lungo, con una barba nera nera.
—Non sarai dunque tu, il capo?—ripigliò la fanciulla.
—No, io sono.... troppo giovane;—disse Damiano.—Ma sarò il suo primo ufficiale; comanderò io, dopo di lui.—
Non c'era male, per la sua età; ed Abarima mostrò di capire che Damiano diventava un personaggio importante nella colonia, anche restando al secondo posto.