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—Ah!—disse Damiano.—È il grande Spirito che fa i matrimonii, nell'isola di Haiti?

—Sì,—rispose Abarima.—Il grande Spirito sa tutto. Il grande Spirito solo può dire se l'unione di due creature deve essere felice.

—È naturale, se egli sa tutto;—conchiuse Damiano, un pochettino umiliato.—E capisco che dovrò farmi divoto del grande Spirito, per ottenere il suo responso favorevole. Ha egli i suoi ministri in terra, ai quali si possa parlare?—

Abarima non intese la domanda. Parecchie cose non intendeva, nei discorsi di Damiano. E ciò accadeva molto facilmente, perchè non sempre Damiano aveva pronta la parola in lingua Haitiana, o perchè, avendo pronta la parola, non gli veniva egualmente giusta la frase.

—Basta,—diss'egli, conchiudendo,—vedremo ad ogni modo Tolteomec. Sono impegnato al giuoco, e intendo di guadagnar la partita.—

Poco dopo, vedendo che la bella Abarima non si muoveva dalle vicinanze della casa, e pensando che la sua presenza poteva essere desiderata altrove, si alzò e prese commiato.

—Che dirò a Tolteomec?—domandò la fanciulla.—Che tu ritornerai per il pasto?

—Se potrò.... se ti farà piacere che io torni....—balbettò Damiano.

—Tolteomec sarà contentissimo;—rispose Abarima.