—Che cosa hai detto?
—Niente, non badare; sono sbruffi di lingua patria, e vengono così naturalmente alle labbra! Ma parliamo chiaro, e nella lingua di Haiti. Vuoi, o non vuoi?—
La fanciulla rimase un istante sovra pensiero; poi brevemente rispose:
—Tolteomec comanda.—
Damiano, a sua volta, ristette un poco, masticando la sua stizza; poi, col medesimo accento, ripigliò:
—Ma tu? che ne pensi?
—Quello che Tolteomec vuole;—rispose Abarima.
E doveva essere stizzita un pochino anche lei, perchè aveva smesso d'intrecciar le sue fila di sparto, e guardava davanti a sè, verso la macchia, non mostrando a Damiano che la sua guancia in isbieco.
—Perchè sfuggi il mio sguardo, Abarima?—diss'egli.
—Perchè guardo di là.