Abarima si scosse, e diede un'occhiata curiosa a Damiano.
—Come lo sai?—gli disse.
—Eh lo so;—rispose Damiano.—Lo so bene, perchè Cosma è mio amico da tanti anni.... come fratello. L'esser venuto a vedere la bella del suo amico, te ne faccia fede solenne. È il nostro uso, in Azatlan, di vogarci sul remo, ed è prova di un affetto, di una cortesia, di una lealtà, veramente ammirabili. Incominci a non capire? Hai ragione; ritorno alla lingua di Haiti. Vuoi tu sapere, Abarima, perchè Cosma non ti può amare? Vuoi tu sapere la storia della sua gioventù?
—Racconta;—disse Abarima.
Damiano si raccolse un istante, pensando.
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—Vengo meno alla data parola. Ma in fine, perchè mi guasta egli le uova nel paniere? Io sono guarito di questa passione.... sicuramente, sono guarito.... lo voglio essere.... ho un diavolo per occhio, e non patirò mai che mi si pestino i piedi. Animo dunque, e non usiamo riguardi.
—Racconta;—ripeteva Abarima.
—Sì, racconterò, non dubitare. Cosma, per tua regola, è innamorato di un'altra donna; di un'altra donna, capisci?... di un'altra donna, che ha i capelli biondi come l'oro.... anzi, più che l'oro, biondi come il sole, quando è nel segno del Leone. Ah, che bei capelli di sole ha la donna amata dal mio caro compagno, dal mio fratello Cosma!
—Ci sono donne con capelli d'oro, in Azatlan?—chiese Abarima, con aria di stupore.