—Buon segno!—pensò Damiano.—La mano di una bella donna è come la lancia di Achille; ferisce, ma può risanare le piaghe che ha fatte. E siccome è una lancia intelligente, non ne farà, voglio sperare, senza avere in animo di risanarle.—

Abarima non gradiva il silenzio di Damiano. Era una selvaggia, ma era donna, e sapeva che quando l'uomo sta zitto, c'è sempre pericolo che pensi. Ora, il pensiero che non ci si manifesta con parole, è come le armi insidiose, come le pistole di corta misura, che il nostro vicino può avere in tasca, e trarle da un momento all'altro, per farci un brutto partito.

—Racconta;—gli disse Abarima, dopo la lunga pausa che era seguita al suo amabilissimo ceffone.

—Racconterò;—rispose Damiano.—Ti ho detto che eravamo a Pavia, per lo studio della medicina. Naturali del medesimo bohio, ci riconoscemmo per tali e ci legammo subito di grande amicizia, sebbene le nostre famiglie a Genova si vedessero di mal occhio. Avevamo preso a vivere insieme, eravamo inseparabili, come quei vostri piccoli pappagalli che stanno sempre a coppie, e non c'è' caso che uno si discosti un passo dall'altro. Ma l'uomo non è fatto per l'uomo, e l'amicizia non gli basta: Cosma s'innamorò di una bellissima donna, della bionda che ti ho detto poc'anzi.

—Come si chiamava quella donna?—chiese Abarima.

—Oh, non dubitare; non voglio defraudarti del nome. Si chiamava Catarina.... Catarina Bescapè. Vecchia ed illustre famiglia, la sua, come la tua in Haiti. Donna Catarina abitava sulla piazza del Regisole. Hai capito? No certamente. Ma queste sono minuzie, che non importano affatto. Importa invece [pg!262] moltissimo il dire che donna Catarina era bellissima, quantunque avesse i capelli d'oro.

—Non ami i capelli d'oro, tu?

—Ohibò, che roba!—gridò Damiano, facendo un gesto di orrore.—Eccoli, i capelli che amo.

—Lascia stare, e racconta.

—È già un'ora che racconto, e capirai che qualche riposo ci vuole. Ma ritorniamo a Catarina. Un grande amico di Cosma se ne era innamorato.... e prima di Cosma. L'amico poteva sperare di essere riamato dalla bellissima donna; anzi, ti dirò che poteva esserne certo.... come si può esser certi di queste cose, specie avendo da fare con la più cruda metà del genere umano. Ma un giorno l'amico si avvide che Cosma andava troppo volentieri anche lui nella piazza del Regisole; s'insospettì, stette in agguato, disdisse la sua amicizia al rivale. Incominciarono a guardarsi in cagnesco, erano già per venire alle brutte, quando Cosma capitò d'improvviso nella casa dell'amico, gli si gittò fra le braccia, e gli pianse sul petto tutte le lagrime dei suoi occhi. Cosma non poteva più vivere, se non gli si lasciava amare la bella Catarina; Cosma si sarebbe buttato nel fiume Ticino, dove è più profondo, se l'amico non lo lasciava libero di far la corte alla sua dama. Allora io....