—Non capisco;—disse Abarima.

—Oh cara! è meglio che tu non capisca. È sempre bene che ti rimanga qualche cosa di oscuro. Altrimenti, che cosa ci avresti più da studiare, nei costumi di Azatlan? Per ora, Abarima taorib, ti basti di sapere che Cosma non sposò madonna Catarina. Ma egli l'amava, e ne fu riamato. Fu allora che la bella donna gli regalò una ciocca dei suoi capelli d'oro, quella ciocca di capelli che egli porta sempre sul cuore, entro una borsa di cuoio.

—E Tolomeo?

—Tolomeo.... era l'uomo più infelice della cristianità. Non sai che cosa sia la cristianità? Ebbene, non te ne dolere; è un'ignoranza felice, la tua. Se tu sapessi infatti che bestie feroci son mai, a comporla! Quanto a Tolomeo, egli aveva finito il suo studio di medicina. Sarebbe rimasto ancora, sarebbe rimasto per sempre, se Catarina lo avesse [pg!266] amato. Ma ella non lo amava; ella rideva di lui, vedendolo passare per via. Che vergogna! che rabbia! In quei momenti, vedi? io.... essendo in compagnia di Tolomeo, arrossivo per lui. Lasciai Pavia, in quell'anno; e Tolomeo mi seguì. Ce ne ritornammo verso il mare, nel nostro bohio di Genova. Laggiù si viveva sempre in guerra gli uni con gli altri, e noi, da buoni naturali di Genova, partecipammo alle civili discordie.

—Che è ciò?

—Ecco.... è un po' difficile a dirsi. Ma figurati che Genova sia come Haiti, e che da quattrocento anni i Caribi siano entrati a far parte di questa popolazione. Per un po', secondo la fortuna, comandano i Caribi, per un po' gli Haitiani, e una volta il cacìco è Caribo, un'altra volta è Haitiano. Ti capacita?

—Se è l'uso di cambiare così....

—No, non è l'uso; è la forza, o l'inganno, che comanda. E quando il cacìco di Genova è un Haitiano, i Caribi sono abbattuti, dispersi, cacciati dal bohio. Quando il cacìco è un Caribo, gli Haitiani hanno la peggio. Ora veniamo a noi. Tolomeo era, come tutti quelli della sua famiglia, amico degli Adorni, i Caribi del paese. Perciò era nemico dei Fregosi, che erano gli Haitiani, e che in quel mentre erano al governo, essendo un Fregoso il cacìco di Genova. Divampò la guerra in città, per ragioni che è inutile di dirti. Tolomeo si trovò un giorno con le armi alla mano, con quelli della sua gente, contro quelli della parte contraria. Era con gli Adorni, ti ho detto; diede addosso ai Fregosi. Tutte ire che, essendo fuori di Genova egli aveva dimenticate, ma che gli tornarono vive nel cuore appena ebbe respirate le dolci e fraterne aure della patria! Nel fitto della mischia fu un punto di vittoria per [pg!267] lui: poteva uccidere il capo della squadra nemica; già aveva alzata la scure su lui, quando riconobbe il nemico che aveva sotto il ginocchio. Quel nemico era Cosma.

—Ah, povero Cosma!—gridò Abarima sbigottita.

—Sì, povero Cosma, che da un mese appena era ritornato in patria, e anch'egli aveva riprese tutte le care abitudini del bohio! Ma io ti ho detto, Abarima, che Tolomeo aveva un'anima grande. Tolomeo, alla vista del fortunato rivale, sentì tutte le sue ire ribollenti nel sangue; calò la scure.... ma senza colpire; e perdonò al suo nemico.