—Ci vengo. Catarina conobbe il professore. Giason del Maino andò nella casa di lei, sulla piazza del Regisole. Madonna Catarina andò nella casa di lui, alla Torre del pizzo in giù. Questo è un particolare che non occorre spiegarti. Qui non ci sono torri, nè campanili, e l'idea di una torre il cui tetto a campanile sia voltato all'ingiù e posi sopra una grossa colonna, sullo spigolo della casa, non la potresti comprendere. Ti basti sapere che madonna Catarina andò nella casa del grande legista, e che, dopo esserci andata, ci ritornò. Cosma ne aveva avuto un sospetto; Cosma si appostò, conobbe che era vero, fece il geloso, e fu mandato gentilmente.... a quel paese. Da noi, cara, è l'uso costante. Quando [pg!269] una persona ci è venuta a noia, la mandiamo a quel paese; un paese sconosciuto, di cui nessuno sa darci notizia, e quando c'è andato non può portarcela di sicuro.
—E Cosma?
—Cosma non andò a quel paese; ritornò in patria, al suo bohio di Genova. Ma egli era sempre più innamorato che mai. Non ha più potuto levarsi Catarina dal cuore. L'ama ancora, l'amerà sempre. È fatto così, quel povero ragazzo. Io sono guarito, egli no. E tu capirai, dolce Abarima, che egli, seguitando ad amare Catarina Bescapè, non può amare la figlia di Tolteomec.—
Abarima fece un gesto di compassione. Ma non era di compassione per il triste amore di Cosma, bensì per lo storto ragionamento di Damiano, o, se vi piace, meglio, di Tolomeo.
—Capisco, sì, capisco;—diss'ella.—È un sortilegio.
—Come, un sortilegio?
—Sì, Catarina ha detto una parola magica, perchè Cosma sia sempre innamorato di lei;—rispose Abarima, con accento di grande sicurezza.—E quella parola magica l'ha pronunziata sopra qualche cosa che Cosma porta sempre indosso. Sì, ora ci sono; su quella ciocca di capelli d'oro che Cosma ha fatto male a non gettar via.
—Mettiamo pure che sia così;—disse Damiano.—Che ci vuoi fare? Cosma non rinunzierebbe a quella ciocca di capelli per tutto l'oro del mondo.
—Effetto del sortilegio;—rispose Abarima.—Devi rubargli la borsa di cuoio, mentre egli dorme.
—Io? sei pazza? me ne guarderei bene.