—Signore, ci son tutti;—rispose il capitano.

Cristoforo Colombo passò sulla fronte della sua marinaresca, andando verso il gavone di prora.

—I nostri naturali son laggiù, non è vero?

—Sì, mio signore.

—Bene, venite con noi, e veda questo povero padre che noi non gli abbiamo rubata la sua figliuola.—

Entrarono allora nel gavone di prora. Là dentro stavano accovacciati i naturali di Guanahani, di Cuba e delle altre isole visitate dalla spedizione, prima di toccare ad Haiti.

—Vedi, Tolteomec;—disse l'almirante.—Qui sono tutti i tuoi confratelli, che vengono per loro elezione, spontaneamente, con noi. Guarda bene, [pg!308] fruga dovunque; se tra essi è la tua figliuola, prenditela e riconducila a terra.—

Tra i naturali era Cusqueia, il più intelligente e il più utile degli interpetri. Egli, in quel momento, tremava a verga a verga, e volgeva di qua e di là i suoi occhietti smarriti.

—Signor almirante,—disse Damiano, che aveva notato il turbamento dell'interpetre,—chiedete a Cusqueia perchè egli tremi a quel modo.

—Padrone!...—balbettò il selvaggio, buttandosi ginocchioni.—Cusqueia innocente.