Tolteomec cacciò un urlo, inorridendo. Egli rammentava troppo il fatto doloroso, che un anno prima aveva commosso di raccapriccio e di pietà il villaggio di Guacanagari. Anche la figlia di Niguana si era uccisa per amore.
—Tu vuoi dunque far morire tuo padre?—diss'egli piangente.
—No, padre mio;—rispose Abarima.—Voglio andare in Azatlan.—
Tolteomec rimase un istante perplesso; poi, scuotendo la testa, come un uomo che abbia presa una risoluzione, le disse:
—Sia fatta la tua volontà.—
Abarima diede un sobbalzo, a quelle parole di suo padre, e sgranò tanto d'occhi, per guardarlo nel viso.
—Che vuoi tu fare?—chiese a Tolteomec l'almirante.
—Il grande Spirito lo vuole;—rispose Tolteomec, sospirando.—Seguirò mia figlia. Tutti questi altri abitatori delle isole vengono con te in Azatlan, mio signore?
—Si;—rispose l'almirante.
—E tu li fai prigionieri?