—E sarebbe?

—Di non darmene pensiero.

—È possibile? qui, su queste quattro tavole, dove c'incontreremo ad ogni piè sospinto?

—Oh Dei!—esclamò Damiano.—Su queste quattro tavole ci passeggiano cento persone. Gli è come essere in una folla. Del resto, potresti andartene lassù, a vivere sulla gabbia, come san Simone Stilita sulla colonna. Non andare in collera; sai bene che si scherza. Guai a noi, se non sapessimo più ridere. Infine, sai anche tu un po' di Haitiano. Parlale, quando ti viene alle costole; dille che non è possibile, ciò ch'ella si è messo in testa. Dille che tu ami un'altra, madonna Ca....

—Taci!—gridò Cosma, tentando di mozzargli la parola in bocca.

—....tarina;—aveva intanto proseguito Damiano.—L'ho detta. Ma non ti confondere, mio dolce amico. Non le diresti nulla di nuovo.

—Perchè?

—Perchè io le ho spifferato ogni cosa. Che vuoi? Avevo un diavolo per occhio, e non ci vedevo più lume. Speravo di sviarla da te, raccontandole che eri innamorato di un'altra donna, e che non avresti potuto mai levartela dal cuore. Sai che cosa m'ha risposto? Che certamente la Bes.... quell'altra, insomma, ti aveva gettato un sortilegio, e che bisognava scongiurarlo. Di questo, anzi, ella stessa si [pg!315] sarebbe presa la cura. Capisci, a che rischio eri? Chi te ne ha fatto fuori è stato l'almirante, con la sua risoluzione di partire. Se no, Dio sa quali pentolini metteva al fuoco, questa cara selvaggia! e Dio sa quali succhi di erbe magiche sarebbero stati filtrati! Almeno ci fosse stata speranza di guarirti!...

—Non è possibile,—disse Cosma, sospirando.

—T'intendo; sei l'Oraziano tribus Anticyris insanabile caput.