—E lei?

—E lei tesseva una tela, dicendo: cercherò un marito, quando avrò finito di tessere.

—Tela lunga!—osservò la fanciulla.

—Infatti, in Azatlan si dice «tela di Penelope» un lavoro che non finisce mai. Ma per fortuna Ulisse ritornò. Altrimenti la sua Penelope avrebbe dovuto prendersi un altro marito.

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—Questo Ulisse,—notò Abarima,—è stato ancora favorito dal grande Spirito, perchè non è andato al fondo del mare.

—Ma è stato l'unico. La storia non parla che di uno, che abbia vedute le Sirene senza morire annegato.

—E i tuoi compagni... lo sanno?

—Lo sanno, e perciò si spaventano. Ma via, perdonatemi, amici; sento la campana che mi chiama. C'è la distribuzione dei viveri, ed oggi tocca a me di aiutare il cuoco per fare le parti.—

Così dicendo, Damiano lasciò i suoi amici di Haiti, felicissimo di essere stato interrotto dalla campana del cuoco. Qual cuoco, ohimè, un cuoco di bordo, e nelle navi d'allora! Ma se i cuochi delle caravelle e delle altre navi a vela non erano da paragonarsi a quei di Lucullo e di Apicio, gli stomachi erano quelli di tutti i tempi, e l'appetito serviva ai marinai del buon tempo passato, come a quelli dei tempi moderni.