—La vita!

—Sì, la vita. Che cosa ne sai tu che possa avvenire di gente perduta tra i selvaggi, lontana dall'occhio vigile ed accorto del signor almirante? Io non ispero niente della fortezza del Natale, e di quei trentanove uomini lasciati laggiù. C'è voluta tutta a portarli fin qua, tanti rozzi, indisciplinati e prepotenti marinai. Mi figuro quella parte di loro che rimane, abbandonata a sè stessa, e a tutti i suoi pessimi istinti!

—Profeta di sciagura!—esclamò Damiano.—Vuoi tu dunque imitarmi?

—In che cosa?—disse Cosma, che lì per lì non riusciva ad intenderlo.

—Eh sì, dolce amico!—rispose Damiano.—Me ne hai fatte dire anche tu, delle sciocchezze! Povere Sirene, che ho dovuto calunniare per farti servizio! E nota che di queste Sirene se ne trovano anche nei nostri mari, e non hanno la cattiva riputazione che io ho fatta loro, nell'animo del mio suocero fallito. Io stesso ne ho vedute due, nelle acque di Corsica; e si chiamavano.... vitelli marini.—

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[Capitolo XVIII.]

In fretta e in furia.

La Nina era uscita dal Rio di Grazia, salutata dalle grida dei selvaggi, riconoscenti a Cristoforo Colombo per la liberazione di quei loro compagni che aveva catturati Martino Alonzo Pinzon. Seguitando il suo viaggio lungo la costa, l'almirante vide un bel promontorio, a cui, per ricordo della figliuola di Tolteomec, impose il nome della Innamorata. Ma il cabo de l'Enamorada non seppe conservare il suo poetico nome; si chiama oggi assai volgarmente il capo Cabron. Proseguendo il cammino, si entrò in una vasta baia, le cui rive erano abitate da una forte tribù, armata di lunghi archi, e spade di legno di palma, dure, pesanti come il ferro, e tanto affilate da poter tagliare il cuoio delle corazze, e perfino la lamiera degli elmi, come se fossero state d'acciaio. Quei selvaggi erano fieri ed intrepidi; ma non diedero molestia agli uomini bianchi; ai quali anzi vendettero due archi, che essi desideravano portare come esemplari in Ispagna.

Cristoforo Colombo immaginò che fossero quelli i Caribi, tanto temuti da Guacanagari. E ne domandò a quei naturali; ma essi risposero che i Caribi erano [pg!342] in un'isola verso greco, chiamata per l'appunto da loro. E soggiunsero (se pure gl'interpetri riferivano giustamente le parole) che di rincontro all'isola dei Caribi ne era un'altra, chiamata Mantinino, abitata solamente da donne; le quali accoglievano una volta all'anno i loro vicini, affinchè non si estinguesse la stirpe. Tutti i fanciulli maschi nati da quelle nozze si consegnavano ai padri; le figlie dimoravano con le madri loro. Insomma, la storia delle Amazzoni ripetuta di là dall'Oceano.