—Che cos'è, Sancio?—gli chiese il Pinzon, riconoscendolo.—Son tutti morti, a Palos?

—Al contrario, più vivi e più allegri che mai;—rispose il pescatore.—Ma sono tutti fuori; hanno accompagnato il grand'uomo sulla collina, al santuario della Rabida.

—Il grand'uomo!—esclamò Martino Alonzo Pinzon.—Chi è questo grand'uomo?

—L'almirante, don Cristoval Colon, che ha scoperte le nuove isole. Non lo sapete? Non eravate con lui?

—Sì, sì;—borbottò il Pinzon.—Ma quando è egli arrivato?

—Questa mattina. E si è fatta una gran festa, in paese. Ma dove eravate voi, Martino Alonzo? rimasto indietro, non è vero?

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—Sì, rimasto indietro;—replicò il Pinzon;—quantunque io per il primo abbia toccata la costa di Spagna. Ma io ho avuto la disgrazia d'essere spinto dal fortunale nel golfo di Biscaglia. Perciò arrivo tardi.... e chi tardi arriva, male alloggia, a quel che vedo.

—Beato voi che per alloggiare avete una bella casa, Martino Alonzo;—disse il pescatore.—Ma voi andrete ora incontro al signor almirante, m'immagino. Egli sarà ben contento di vedervi.

—Non andrò;—rispose il Pinzon.—Ci sarà tempo domattina. E tu bada, Sancio, non dire di avermi veduto. Voglio andarmene a riposare nella mia bella casa, amico Sancio; nella mia bella casa, dove non isperavo di dormire.