—Caro mio, che cosa vuoi che ti dica? L'uomo è un animale così irragionevole!

—Parla per te, Damiano.

—È giusto, parlerò per me. Anzi, non parlerò più affatto. Con tua licenza proverò a dormire.

—È il meglio che tu possa fare;—concluse [pg!112] Cosma,—E poichè vedo lì un'altra amaca, ne prendo possesso, e ti fo compagnia.—

Così dicendo, Cosma pose le mani sull'orlo di una amaca, librò la persona sulle braccia tese, e con una abilissima giravolta si gittò di lancio in quel letto pensile, dove pochi minuti dopo dormiva saporitamente, con molta invidia del compagno Damiano, a cui i dolori del capo, l'arsura delle fauci e i vapori dello stomaco non lasciavano prender sonno.

Ma tutto ha fine quaggiù, anche il mal di capo e il mal di stomaco. Dormendo interrottamente, sudando freddo, voltandosi un po' sul fianco destro, un po' sul mancino, Damiano trovò finalmente il modo di riposare, aspettando una domani che era così lenta a venire. A giorno chiaro si svegliò del tutto, e balzò dall'amaca, al rumore che gli altri facevano dintorno a lui, essendo alzati già tutti.

Damiano aveva la bocca amara e le ossa peste, come dopo una febbre quartana. Ma infine, se paragonava il suo stato d'allora con quello della sera innanzi, poteva stimarsi abbastanza contento. Lo stomaco era sempre dubbioso, ma non gli doleva più. Uscì all'aperto, per prendere davvero una boccata d'aria; passeggiò un poco sotto i palmizi, e andò a salutare la fontana, in fondo a quel prato nascosto, dove aveva corso il risico di rendere l'anima a Dio, come tant'altre cose alla terra di Bohio. Al vivo zampillo della fontana si lavò le mani e la faccia; questa, poi, lungamente, una mezza dozzina di volte. Avrebbe fatto anche un bagno, se non avesse pensato che ci voleva troppo tempo a spogliarsi, mentre Luigi di Torres e Rodrigo di Xeres parlavano già di rimettersi in cammino, per ritornare alla costa.

Quando ricomparve nella brigata, era già l'ora della refezione.

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—Mangiate qualche cosa;—gli disse Rodrigo di Xeres.—Niente, è più utile d'un cibo moderato, a rianimare lo stomaco indebolito da un stravizio.... e dalle sue conseguenze.