Il marito della bella indiana levò le mani, salutando; fece una giravolta da ballerino, e prese il volo verso il villaggio.

—Guarda,—disse Cosma,—guarda come è bene arnesato.

—Arnesato, di che? Mi par nudo.

—Non vedi? Ha la tua fascia rossa alle reni.—

Damiano guardò, e riconobbe la fascia che egli aveva donata un'ora innanzi alla bella Caritaba.

—Ah figlio di cane! e cane egli stesso!—gridò.—Ma quell'altra.... quell'altra, che gli ha ceduto il mio regalo!

—Caro mio, non accusare quella povera donna. Non avrà potuto rifiutarlo ad una domanda del suo signore e padrone. Quella fascia, del resto, era arnese da uomini; doveva andare ad un uomo. Egli ha veduto che tu la portavi in cintura; l'ha voluta, e l'ha messa anche lui in cintura.

—O giù di lì!—disse Damiano.

—Ma di che ti lagni, uomo incontentabile?—riprese Cosma.—È venuto ancora a portarti il cambio del tuo presente; il pappagallo, la bestia parlante....

—Cosma!—brontolò Damiano.—Giobbe aveva parecchi amici; tre, se io ricordo bene la Sacra Scrittura. Ma io ne ho uno, che fa per trenta.