—Ai vostri ordini, messere;—rispose Cosma, per sè e per l'amico Damiano.

Damiano, del resto, aveva già risposto per conto suo, dandosi una stropicciata di mani.

—Senti,—diss'egli sottovoce a Cosma,—questa volta rifiuto i pappagalli.—

Si erano messi in cammino, Rodrigo di Escobar, due Spagnuoli, i due Genovesi, e Cusqueia, il naturale di Cuba. I primi tre andarono insieme; l'ultimo per dar ragione alla massima evangelica, andava [pg!139] innanzi a tutti; i due Genovesi chiudevano la marcia.

—Mi sai dire, Damiano,—incominciò Cosma, quando si fu avviato il drappello,—perchè tu sei sempre così....—

E non sapeva risolversi di finire la frase.

—Così.... come sarebbe a dire?—chiese Damiano.

—Così.... dedito agli amori;—soggiunse Cosma.—Tu non pensi più altro, oramai.

—Non mi pare, Cosma, non mi pare. Cita dei fatti, se n'hai.

—Dei fatti, no, veramente; ma i tentativi, le intenzioni, non si contano più. Tu pigli fuoco peggio dell'esca.