—Sei tu,—diss'egli,—il capo del figli del cielo?—

La domanda fu subito raccolta e tradotta da Cusqueia, che s'incaricò di tradurre la risposta di Rodrigo d'Escobar:

—Non son io. Il capo dei figli del cielo deve invigilare i suoi uomini e le sue grandi piroghe, a cui il vento contrario non permette di avvicinarsi fino alla vista della tua sede reale. Egli manda un suo ministro a salutarti, e a portarti il pegno di amicizia degli uomini bianchi.

—Siano essi i ben venuti;—replicò nobilmente Guacanagari;—siano essi gli amici miei, e di tutto il mio popolo.—

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[Capitolo IX.]

Come Damiano si persuase di non avere amato mai, prima d'allora.

Noi non istaremo a sentire tutti i discorsi che si fecero su quel tono, il cacìco Guacanagari e il regio notaio Rodrigo di Escobar, essendo intermediario il naturale di Cuba. Sono lunghi, troppo lunghi, i discorsi che hanno bisogno d'interpetre; e per solito non sono neanche piacevoli. Del resto, i due personaggi duravano già molta fatica a farsi intendere dal loro intermediario, per il frastuono che si faceva intorno a loro da una intiera tribù d'uomini, donne e fanciulli. La curiosità di veder da vicino i figli del cielo era grande; tutti volevano avvicinarsi, tutti volevano guardare e toccare. Sicuro, anche toccare. Forse annettevano a quella tastatina la stessa virtù preservativa che noi annettiamo, al toccare una santa reliquia. E per avvicinarsi tutti, dovevano pigiarsi; per toccare, dovevano cacciarsi l'un l'altro; quei che riuscivano ad avvicinarsi, a toccare, non si sarebbero più mossi di là; donde gli spintoni, le grida, il tumulto, il baccano indiavolato, che confondeva, a pochi passi di distanza, il cacico Guacanagari, il notaio Rodrigo di Escobar, e l'interpetre Cusqueia.

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Finalmente, il cacìco si alzò da sedere, volgendo da prima un gesto autorevole, poi la parola alle turbe. Che cosa disse? Le turbe si ritrassero umiliate: ma parecchi restarono al posto, battendo le palme in segno di allegrezza; e subito, spartiti in manipoli, s'impadronirono dei quattro compagni di Rodrigo di Escobar, mentre di lui s'impadroniva il cacico in persona.