E ripetendo la parola, Damiano si recava ripetutamente l'indice al petto. La bella selvaggia fece prontamente un cenno affermativo.

Ada turey taorib;—soggiunse, confermando il cenno con un gesto della mano, che rivolgeva al suo interlocutore.

Qui, poi, fu Damiano che battè palma a palma, rallegrandosi di quella prima vittoria.

—Grazie!—diss'egli.—Ma questa lingua è facilissima. Io farò miracoli, fin dalla prima, lezione. Ora, o taorib, poichè siamo così bene avviati, vorrei sapere il tuo nome.—

Questo era il guaio. Come farsi, capire? Ma il nostro Damiano si era riscaldato al giuoco, e niente doveva parerai difficile oramai.

—Vediamo un poco;—diss'egli tra sè.

Poi, accennatole col gesto, di essere in procinto di fare uno sforzo supremo, chiese ed ottenne facilmente tutta l'attenzione della bella selvaggia.

—Io,—le disse, volgendo l'indice al petto,—io taorib Damiano. Damiano!—ribadì, segnando ripetutamente sè stesso.—E tu?—proseguì, volgendo rapidamente l'indice a lei.—E tu?—

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Ma la bella selvaggia non capiva quel monosillabo. E mostrò di non capirlo, guardando lungamente Damiano con le ciglia inarcate.