L'usanza delle nicchie e degli altarini sugli angoli delle vie, come vedete, è antica. Scambio delle anime purganti, di Sant'Antonio, o di San Rocco, c'erano i Lari compitali, custodi del passeggiero, oppure i due serpenti affrontati, con un'ara nel mezzo, che rappresentavano il genius loci, e, mercè la riverenza dovuta alla divinità tutelare, distoglievano i viandanti dal meritarsi una multa, per contravvenzione ai regolamenti municipali.
Gli stipiti della porta erano tutti coperti con fasce di lana rossa, e drappelloni della medesima stoffa pendevano dall'architrave, non dissimilmente dai parati con cui si rivestono nelle grandi solennità gli archi e i pilastri delle chiese. Quanto alla soglia, essa luccicava di un unto che le avea dato poco dianzi lo sposo, strofinandovi sopra un cencio impiastricciato di grasso di lupo. Plinio mi dice a questo proposito che il grasso di lupo era indicatissimo contro le malìe, come la face di biancospino. E qui vorrei chiedere al mio amico Degubernatis se l'usanza sia d'origine ariana o semitica. Io tra i popoli del Sennaar ho trovato molte di queste ubbie; ma certo il mal occhio e simili altre diavolerie sono di tutti i popoli, come il timore, di cui parla Lucrezio, che lo ha celebrato artefice e padre di tutti gli Dei.
Del resto, lettori umanissimi, tornando all'unto di cui sopra, non temete pei leggiadri calzari e per la stola di Delia. Essa non toccherà in nessun modo il limitare dell'uscio. Ha in quella vece toccata col sommo delle dita la brocca dell'acqua e l'orlo del focolare, collocati davanti all'ingresso. Il fuoco e l'acqua erano due elementi, presso gli antichi, e, secondo la grammatica, maschile il primo, femminile il secondo. Nella loro congiunzione era adunque simboleggiato il matrimonio. Infatti, soggiungeranno gli arguti, l'acqua spegne il fuoco, e il matrimonio è spesso un grande spegnitoio. Ma queste sono malignità dei moderni. Noi diremo in vece cogli antichi che l'acqua era la purità, il fuoco la incorruttibilità, e che ambedue convenivano egregiamente a significare la fede.
La brocca dell'acqua, toccata appena, fu portata dentro dai servi, perchè con quell'acqua così consacrata si dovevano lavare i piedi agli sposi. Così i due coniugi erano uniti per sempre, salvo il caso del divorzio, con le mani e co' piedi.
Compiuta quella prima cerimonia della toccatina ai due sacri elementi, Delia si fermò davanti all'uscio. Numeriano era apparso di là dalla soglia, pallido per la commozione, ma con gli occhi scintillanti di desiderio.
— Chi sei? — domandò egli, per obbedire alle uggiose lungherie del rito.
L'auspice si avvicinò in quel punto alla sposa e le bisbigliò la risposta all'orecchio.
— Dove tu sei Caio, io sarò Caia; — rispose Delia, ripetendo le parole dell'auspice.
Le quali parole volevano dire: ove tu sei signore e padre di famiglia, io sarò signora e madre di famiglia con te.
— Ben vieni; — ripigliò Numeriano. — Sii Caia dunque, secondo il rito dei nostri maggiori, Caia secondo i voti del mio cuore. —