Esser giovani e piacere alle belle; in una amarle tutte, sentendo confusamente dentro di sè che si può essere amati da tutte, sol che si voglia; e non volerlo tuttavia; non è egli forse il colmo delle umane voluttà? E il pensiero di Caio si volgeva con intensità di desiderio a Clodia Metella, Venere discesa in terra, con tutte le possenti attrattive, le care debolezze e le adorabili cattiverie del suo sesso, invidiata, odiata, calunniata, fors'anche colpevole, ma bella, sovranamente bella. Che faceva in quel punto? Pensava a lui, com'egli a lei? Come doveva esser dolce quell'ora, nei giardini di Clodia! Come dovevano splendere, a quel lume di luna, e mormorare soavemente alla riva, le bionde acque del Tevere sacro!

— Andiamo; — pensò Caio tra sè; — qui non c'è più nulla che mi trattenga, ed ella certamente mi aspetta. —

Si era già volto indietro per ritornare sopra i suoi passi, allorquando gli venne udito un fruscìo di vesti tra gli alberi. Poco stante, sbucata da un viale lì presso, gli si parò davanti una forma bianca e leggiera di donna.

Caio Sempronio pensò alle Driadi, protettrici delle selve, e credette di vederne una in quel punto.

La gentile apparizione si avvicinò, e la sua veste, di bianca che pareva da lunge, si mostrò azzurra agli occhi del giovane. Non era una ninfa, era alcun che di più saldo e palpabile, e voi, lettori, al colore della stola, già l'avete conosciuta. Era Delia.

— Oh! la vezzosissima sposa! — gridò Caio, inchinandosi. — Come qui sola? E Numeriano?

— È andato al balcone sul pròtiro, per gittar noci alla ragazzaglia dell'Esquilino. E poi, — soggiunse la bella, crollando la testa, come una passera spensierata, — Cinzio ha tutte le cure del ricevimento sulle braccia e non può farmi compagnia. Fa un caldo così soffocante, là dentro! Ed io avevo bisogno d'aria.

— Come io.

— Bene, siam dunque pari. Torna indietro, bel cavaliere, e dammi il tuo braccio.

— Volentieri; — si affrettò egli a rispondere, non intendendo bene per qual spedizione si mettesse alla vela.