Che cosa dirle, frattanto? Una galanteria, certamente, perchè una bella donnina, che si appiccica al vostro braccio, ha sempre diritto ad un simile omaggio, anche quando il cuore non si sia infiammato. Ma quella donna era in una condizione così diversa dalle altre, che Tizio Caio Sempronio poteva rimanere perplesso, senza passare davanti ai vostri occhi per un collegiale. O non poteva la sposa novella aver proprio sentito il bisogno d'un po' d'aria e d'una passeggiata all'aperto? E che c'era di strano, se, trovato in giardino il suo auspice, uomo in cui naturalmente doveva riporre maggior fede, gli domandava il suo braccio? Era proprio il caso di atteggiarsi a corteggiatore, foss'anche per celia, e di farla pentire della sua confidenza?

Tutti questi dubbi, come parvero gravi a lui, così spero che parranno ragionevoli ai lettori, e gli meriteranno un pochino di compatimento, se il nostro eroe lì per lì non sapeva che pesci pigliare.

— E così, — diss'egli finalmente, per rompere, il ghiaccio, — sei felice, ora?

— Ora, sì; — rispose Delia, con una strana intonazione di voce;

Caio Sempronio ci perdette la tramontana.

— Perchè ora? — ripigliò, tirato su quello sdrucciolo come la biscia all'incanto.

— Ma.... non l'hai chiesto tu stesso? — ribattè la giovine Greca. — Mi domandavi se ero felice ora; ed io t'ho risposto: ora, sì.

— Sta bene, — osservò Caio Sempronio, impappinandosi sempre più, — ma io intendevo un «ora» di più largo significato, come a dire tutto questo primo periodo di felicità coniugale.

— Ah, ah, con te ci voglion le glosse! — esclamò Delia, ridendo. — Orbene, ti parlerò anch'io per grammatica. Nel maggiore può esser compreso il minore; ne convieni?

— Certamente.