— Amabile candore! Ti parlerò dunque alla buona. Noi prestavamo i danari che tu spendevi, o facevi spendere così allegramente. E ce ne sono andati, sai! Come poteva esser diverso? Viaggi e salmerie, da far ricordare una legione quando cambia presidio; vesti a carra, ori, perle e pietre preziose a palate; uno sciame di servitori; una villa da re; una nave di gala, come quella dei Tolomei; feste, conviti, scampagnate; tutto ciò rallegra la vita, ma costa caro, assai caro. Lo sappiamo ben noi, perchè era tutto sangue nostro. Sicuro, siamo stati noi gli spenditori; io, Furio Spongia e Crispo Lamia. Sebbene, quasi quasi si potrebbe dire che sono stato io solo, mentre gli altri due non erano che i miei prestanomi. Tu mi costi già due milioni di sesterzi, hai capito? due milioni di sesterzi. E in meno di sei mesi! Tutto ciò è maraviglioso, e Giulio Cesare, il più grande scialacquatore di Roma, non avrebbe saputo far meglio. —
Clodia Metella taceva.
— Vuoi tu sapere come io mi sia arrisicato a fargli credito? — prosegui l'implacabile argentario. — Dei buoni! Avevo preso a volergli bene. È opera tua; amo chi tu ami; tu graffi, io bevo il sangue; tu peli, io arrostisco. Il nostro bel cavaliere ha ereditata da suo padre una larga sostanza; non così larga come si diceva per Roma, dove tutto si esagera, ma pur sempre ragguardevole; poniamo un quattro milioni di sesterzi. Ma vedi, quando il giovanotto ha conosciuto, te, divina Clodia Metella, ne aveva già divorato due milioni, o quello che certi usurai gli avevano dato per questa valuta, ipotecando i suoi fondi. Un milione lo ha mangiucchiato lì per lì; tra male spese e regali agli amici nella corsa primavera. Due milioni glieli abbiamo imprestati noi...
— E ne rimane uno scoperto; — interruppe Clodia Metella.
— Mi piace di vedere come calcoli a volo; — notò Cepione. — Sicuramente, c'è un milione di sesterzi, o giù di lì, per cui temiamo di dover rimanere allo scoperto.
— E adesso? — chiese ella.
— E adesso vogliamo vederci chiaro. Capirai che non si vuol restare così, mentre egli ci domanda dell'altro, e i primi creditori vogliono esser pagati. Io, per esempio, comprerei il credito, insieme con Furio Spongia e Crispo Lamia, ma prima di far questo passo dobbiamo guardare se nelle sue sostanze c'è il pieno per esser pagati.
— Ma dimmi, — ripigliò Clodia Metella, — quanto a imprestargli dell'altro...
— Noto con piacere che ti prendi molta cura dei fatti suoi; — disse Cepione, ammiccando. — Ma sono dolente di doverti rispondere che, quanto a imprestargli dell'altro, non ne faremo nulla. Non ti ho detto, e non hai riconosciuto tu stessa, che c'è un milione di sesterzi in pericolo?
— Egli dunque...