— In verità, — disse quell'altro, — il vento non ci ha avuto a far nulla. Son venuto per terra. Del resto, come dicevo poc'anzi alla nostra Clodia Metella, una ragione poco piacevole mi ha tirato fin qua. I medici mi hanno ordinati i bagni di mare, per una certa salsedine che m'è venuta alla pelle.

— Malattie dei ricchi! — notò Caio Sempronio ridendo.

— Ah, non parlar di ricchezze! Non si fa nulla.....

— E i danari dormono nelle arche, infruttuosi, non è vero? Ma sta di buon animo, Servilio; presto ti darò occasione io, di srugginire le chiavi del forziere. —

Cepione fece un muso lungo una spanna.

— Basta, ne parleremo; — prosegui Caio Sempronio. — Oggi si sta allegri. Rimani con noi, ci s'intende?

— No, ti ringrazio. Sono qui per curare la mia salute e non posso fare la vostra vita da epicurei.

— Che! Ti spaventi di poco. Pensa che l'allegria fa buon sangue.

— Vieni almeno a cena da noi; — disse Clodia Metella, secondando abilmente le premure del compagno.

Cepione si lasciò persuadere. Oramai era accettato in casa e poteva aspettare tranquillamente il buon punto. Fatte poche altre chiacchiere sul più e sul meno, il degno uomo prese commiato per andare alla sua bagnatura, e Caio Sempronio lo accompagnò cortesemente fino all'uscio di strada.