Quel giorno la cena fu gaia oltre l'usato. Il nostro cavaliere avea l'aureola dei beati intorno alla fronte; e Clodia Metella..... Abbiamo veduto come sapesse padroneggiarsi e dissimulare, quella gentile alunna di Venere.

In mezzo a tutti i piccoli episodii della serata, Cepione trovò il modo di dire alcune parole all'orecchio di Clodia. Ma Caio Sempronio, dal canto suo, trovò il modo di parlare un tratto da solo a solo con Cepione.

— Amico mio, quattro parole.

— Ci siamo! — pensò l'argentario. — Attenti a parare la botta. —

E ad alta voce soggiunse:

— Mio cavaliere, sentiamole.

— Forse già le indovini. Ho bisogno di danaro.

— Non ne ho. Ti parrà strano, e i tuoi occhi me lo dicono chiaramente, prima che parlino le labbra. Ma il fatto è questo: non ne ho. In questi mesi mi sono andati a male parecchi negozi e mi trovo in secco.

— Mi duole..... per te e per me; — disse, dopo una breve pausa, Caio Sempronio. — Ma, poichè mi sei amico.....

— Amicone! Amicone! — interruppe l'argentario, prendendogli una mano e battendogli così amorevolmente sul braccio, che non pareva più lui.