Al nostro eroe cascarono a dirittura le braccia.

— Siamo già a questi punti! — diss'egli.

— Mah! Io non ne so nulla; ti ripeto quello che ho inteso a dire e ti aggiungo quello che temo. —

Caio Sempronio usci disperato dal diversorio, in cui era alloggiato il feroce argentario.

Quel giorno fu tutto per Clodia. E lei? Quanto a lei, lettori umanissimi, non so dirvi che pensieri le girassero per la fantasia. Sbadigliare non fu vista da alcuno, e se vi dicessi, per certe mie induzioni, che reprimeva gli sbadigli e gli atti d'impazienza, temerei di asserire una cosa non vera. L'hanno tanto lacerata, quella povera Clodia Metella, che non ci sarebbe misericordia da parte nostra ad imitare i suoi contemporanei. Ammettiamo, per farla finita, che le dolesse di vedere il suo Caio Sempronio così presto andato a male, ma che, da donna assennata qual era, desiderasse in cuor suo di trovare un'uscita, e per lui e per sè.

— Stamane, se permetti, — le disse il povero cavaliere, — vo fuori.

— Dove?

— Fino a Puteoli. Ho da vedere un amico. —

Clodia Metella indovinò così a mezz'aria che tutto stava per finire, e non volle trattenerlo. Per altro, una parola ci voleva; e la parola fa questa:

— Purchè non si tratti d'una donna!