«Io parto. Non cercare di raggiungermi, perchè tutto è finito tra noi. Pensa agli orti Ventidiani, e consòlati.»
Il povero giovane rimase esterrefatto. Mentre egli ritornava, pensando tra sè come dirle delle sue strettezze, ella si allontanava da lui, lo abbandonava, e per sempre! Gli orti Ventidiani! Chi mai aveva potuto informarla?... Era gelosa; questo almeno appariva dalla lettera. Ma una donna veramente gelosa non sarebbe rimasta, per rinfacciargli prima il suo tradimento? Costei invece partiva, senza attendere nemmeno le sue discolpe, o i suoi recisi dinieghi. Perchè, infine, quali erano i testimonii? E non poteva anche esser falsa la accusa?
Tutte queste erano belle ragioni; chè il nostro eroe, quando voleva, ragionava anche lui e meglio d'un libro. Ma, anche col torto dalla parte sua, Clodia Metella era sparita, e il pensiero della sua insigne durezza non era quello che potesse lì per lì consolare il povero Caio Sempronio.
Egli rimase un tratto sospeso, col suo pugillare tra le mani. Finalmente, gli balenò l'idea di domandare alle donne con chi fosse andata la loro padrona.
— Non sappiamo; — risposero.
— E tu? — chiese all'ostiario che aveva indovinata la catastrofe e seguito a rispettosa distanza il padrone.
— Ê andata con un vecchio... con quel grasso che pare il dio Sileno....
— Ah, per gli Dei infernali! — gridò il cavaliere.
Voleva dire dell'altro, ma si trattenne in tempo, ricordando che ci aveva quei tre, a testimoni delle sue furie.
— Contate di partire, voi altre? — chiese alle due cosmète, dopo un istante di pausa.