— Signora mia... — balbettò il cavaliere.

E finì la sua frase con un sospiro tanto fatto.

— Ma che c'è? Voglio saperlo. Ah, forse, — soggiunse, sorridendo, — qualche nuvola viatrice?

— Sì, viatrice, l'hai detto; — rispose il giovine, crollando la testa. — Clodia Metella è partita. —

E poichè Giunia Sillana mostrava di maravigliarsi del fatto, cavò il pugillare dalla cintura e lo aperse sotto gli occhi di lei.

— Ed io che ero venuta a visitarla! — gridò la signora, giungendo le mani. — Ma come? che capriccio l'ha presa?

— Lo so io? Così avessi saputo prima a chi gittavo il mio cuore! — rispose egli, sbuffando.

— Povero Caio! E con chi è andata? Con qualche pantomimo?

— No; con Servilio Cepione, con l'argentario.

— Ah, con quel vecchio otre? con quella montagna di carne? Consolati, bel cavaliere! Una donna che cambia così male non merita una lagrima.... e neanche il sospiro che ora le dài. —