— Ah, di grazia, non parliamo più di costei! Ti dicevo di Cicerone. Egli parte domani per alla volta di Roma, e appena giunto colà vuol prender cognizione del caso mio, per provvedere in tempo ad ogni necessità. Tu vedi adunque che debbo partire ancor io senza indugio.
— Quand'è così, non insisto; — disse Giunia Sillana, acquetandosi a quella buona ragione.
Ma subito dopo ella aggiunse:
— Vai per mare?
— No; — rispose il cavaliere rabbruscandosi a un tratto. — Per mare son venuto, e per mare non tornerò certamente. Andrò a Capua, e di là sulla via Appia.
— In questo caso, — osservò Giunia Sillana, — il talamègo non ti serve più a nulla.
— A nulla, — ripetè Caio Sempronio.
— Benissimo; potresti dunque venderlo a me.
— Ê tuo, padrona; — rispose egli, che nel suo improvviso mutamento di fortuna non aveva perduti gli istinti del gran signore.
Giunia Sillana accolse quella profferta con un amabile sorriso.