— Bene, poichè tu lo vuoi, ci conterò; — disse Caio Sempronio, per farla finita. — A domani, dunque; il mio arcario ti preparerà il danaro numerato. —

Postumio Floro gli strinse la mano e non volle spiccarsi da lui senza averlo abbracciato e baciato. Già, lo sapete, l'amicizia ha i suoi dritti.

Nel triclinio, frattanto, si continuava a bere e a chiacchierare allegramente. Non vi giurerei per altro che i discorsi fossero molto ordinati.

Cinzio Numeriano stava persuadendo Delia dell'amor suo e delle sue buone intenzioni, quando rientrò Postumio, con quell'aria di trionfo che potete immaginare, e andò diritto a ripigliare il suo colloquio con Lalage.

— Ecco il buon punto; — disse Numeriano tra sè. — Vado, e gli espongo il caso mio. Il Massico mi ha infuso un po' di coraggio; approfittiamone. —

Ma egli non potè mandar subito il suo disegno ad effetto. Bisognava finire il discorso incominciato con Delia, trovare un pretesto per allontanarsi da lei; e quando finalmente lo ebbe trovato ed uscì, vide Caio Sempronio che passeggiava nel peristilio, ma in compagnia di Giunio Ventidio.

— Eccone un altro! — borbottò Numeriano. — Non ci ho proprio fortuna. —

I due peripatetici erano in assai stretto colloquio. Giunio Ventidio doveva essere entrato in argomento ex abrupto. E Numeriano tornò un'altra volta nel triclinio.

— Buon per me che Vibenna dorme; — pensò egli, guardando quell'altro, che russava disteso sul letto; — se no, dovrei rassegnarmi ad essere il quarto. —

Lasciamo il poeta Numeriano, che avrà qualche altra cosa da bisbigliare all'orecchio di Delia, e teniamo dietro a Giunio Ventidio. È tanto riscaldato nel suo colloquio col padrone di casa, che non si accorgerà punto della nostra presenza; la quale ha, dopo tutto, il vantaggio di essere tutta spirituale.