Adesso che mi sono mandato avanti questo po' di scienza imparaticcia, intenderemo il ragazzo Carino, che, dopo avere guardato l'emisfero e la linea d'ombra segnata dall'indice di bronzo, tornò nel tablino per dire:
— È vicina la terza. —
Segno che erano a un dipresso le undici del mattino, considerando che il sole era spuntato dopo le cinque. Inclinatio ad meridiem, avrebbero detto i Romani di dugent'anni prima.
Clodia Metella sospirò. Che fosse innamorata? Ma!... potrebbe anche darsi. Io, del resto, non vi assicuro nulla; dico che sospirò, e aggiungo che fece chiamare Eutiche, la fedele cameriera, per mandare i suoi comandi all'ostiario, o portinaio, se meglio vi torna.
— Verrà Caio Sempronio; — le disse; — fallo entrare.
— Sta bene; ma se venisse anche il vecchio Pluto? —
Pluto era il nome del dio delle ricchezze, ed era anche il soprannome che Clodia, ne' suoi dialoghi intimi con la fidata ornatrice, aveva dato all'argentario Cepione.
— Se venisse, — rispose Clodia, torcendo le labbra in atto di persona infastidita, — direte che non sono in casa.
— Ma... — soggiunse l'ornatrice, — se tu stai qui, mia signora, egli potrà vederti dal pròtiro. —
Eutiche non riusciva ad intendere perchè la sua padrona volesse quel giorno ricevere le sue visite alla presenza di tutti i famigli ed anche del primo venuto a cui si aprisse l'uscio di strada.