— Debellati, per Bacco! Laggiù, alla terza fila del quarto cuneo, il vincitore trionfa.

— Eh, eh! — rispose Cepione, ridendo di mala voglia. — Vuol durar poco, il trionfo.

— Che importa la durata, se il tuo competitore ascende la via Sacra?

— Questa, poi, è troppo forte; — esclamò Giunio Ventidio. — La via Sacra! Lo dirai forse pel tratto delle Botteghe Vecchie! —

Una risata generale accolse l'arguzia di Giunio Ventidio. I lettori rammenteranno che le Botteghe Vecchie, ritrovo degli usurai, erano appunto nel Foro, accanto alla via che metteva al Campidoglio.

Ma, se risero i giovani sconclusionati, non rise mica Servilio Cepione. L'argentario fece anzi il muso più lungo del solito.

— Eh, eh! ne parlate allegramente, delle Botteghe Vecchie, padroni miei, — rispose egli, con amarezza, — ora che avete pagato, non so come, i vostri debiti a questo odiato Servilio!

— O che? — disse Postumio, dissimulando con un ghigno d'aver ricevuto il colpo in pieno. — Ti piacerebbe di non essere stato pagato? Forse per farci fare il viaggio dei tre mercati? Attàccati ai panni di Tizio Caio Sempronio, se l'hai proprio con lui.

— Con lui? Io? E perchè avrei dovuto averla più con lui che con te? Caio Sempronio è un bravo giovinotto. Spende del suo, e, se lo getta via come un pazzo, è padrone di farlo. Noi uomini savi contentiamoci di raccogliere.

— Ah, lo confessi? — gridò Postumio Floro.