—Già,—ripigliò il generale,—voi venite sempre dalle scorciatoie; se foste venuto dal gran viale, avreste incontrato l’uomo nero che ci ha regalato un’ora del suo tempo; e ne avremmo fatto volentieri di meno. Con che scopo, domando io, con che scopo il signor arciprete di San Giorgio viene una volta al mese quassù? Per vedere quando si fa conto di lasciargli queste quattr’ossa?.... Ma non ne abbiamo nessuna voglia; non è vero, Dutolet?
—Per quello che mi riguarda,—disse il capitano, senza neanche sorridere,—ci sarebbe troppo poco da rosicare.
—Non dimentichiamo i diritti dell’ospite;—notò il generale, osservando che Maurizio era rimasto silenzioso.—Nè di politica nè di religione si deve ragionare tra uomini. A questo ci ha ridotti la civiltà; e le sue leggi van rispettate.—
Maurizio vide allora la necessità di parlare.
—Se è per me, generale, non vi date pensiero;—rispose.—Non mi fanno paura i discorsi di politica, nè quelli di religione. Credo ancor io che la civiltà abbia delle leggi false, come ne ha delle puerili. A mio avviso si può discutere di tutto; basta che nella discussione si porti della misura, della buona volontà, del rispetto.
—Ah, mi levate un peso dal cuore!—gridò il generale.—In fede mia, non ne potevo più. Immaginate che non posso soffrire i preti.
—Scusate, generale, ma allora....
—Volete domandarmi perchè li ricevo? In verità, non sono io che li invito a venir quassù. Già, non so se debbo ridere o andare in collera, quando me li vedo davanti. Non sanno che esser umili coi potenti e coi ricchi. È dunque una umiliazione che vogliono.
—Ed io, perdonate, non la infliggerei loro; mi darei piuttosto ammalato d’emicrania.
—È quello che dice mia moglie. V’intendereste benissimo con lei, almeno nel fatto di dispensarli da una visita inutile. Neanch’essa li può soffrire. Mio fratello l’ha educata bene, ed io non ho avuto da consigliare mutamenti nella sua educazione. Niente preti, miei giovani amici, specie con le donne. Infatti, è ancora per mezzo delle donne che essi comandano nel mondo; sono essi che le hanno educate alla superstizione, e con la confessione, col perdono periodico, le hanno educate alla colpa.