Intanto quei due, sebbene, dopo una seconda e una terza libazione, avessero veduto il fondo della bottiglia, non se ne andavano ancora. Fenoglio era sulle spine, poichè gli premeva di sapere chi fosse quella donna, e come gli fosse capitata in casa. La donna, dal canto suo, ci doveva avere le sue buone ragioni, per affrettare coi voti la loro partenza.

Il Negri, dopo una sosta di parecchi minuti secondi, così prese a parlare:

—Signor avvocato, la mi scusi; avrei a chiederle…. ma non mi dia dell'indiscreto….

—Oh, niente affatto!—rispose Fenoglio.

—Sì, sì, la è una indiscretezza la nostra…. ma tant'è, non possiamo fare a meno di pregarla….

—Ahi, ahi!—pensò il mandarino—che cosa vuole ora costui?—

La povera bella, di rossa ch'ella era divenuta, si fe' più pallida di prima.

—Vossignoria,—proseguì il sergente, senza addarsi di nulla,—è in relazione col nostro capo, il cavalier Gallesi….

—Sicuro, sono in relazione con lui, con quella degna persona;—rispose Roberto.—Lo vedo qualche volta ed ho l'onore del suo saluto. Ma che cosa….

—Ecco;—interruppe il Negri,—noi abbiamo fatto il nostro dovere, niente più niente meno del nostro dovere…. Ma se il signor cavaliere venisse a risapere che ci siamo lasciati sfuggire…. mi capisce?