Quindi tornò nel salotto, dov'era rimasta la sconosciuta, e, giunto sul limitare, si fermò, sporgendo il capo verso di lei, in aria d'un maiuscolo punto interrogativo.

IV.

La bella ignota era caduta sulla poltrona accanto al canapè. Lo sforzo di quella scena difficile l'aveva svigorita per modo da non sentirsi più reggere in piedi.

—Oh, signore!—mormorò ella, più che non dicesse—la mia gratitudine….

—Nulla, nulla, non mi ringraziate!—interruppe il mandarino.—Ditemi piuttosto, se non è un prentender troppo, chi siete voi, o signora, voi che vi fate di punto in bianco mia moglie, mi togliete dalla fronte quell'aureola di vergine…. e martire, la quale mi si confaceva pur tanto?

—Signore….—balbettò la povera bella,—o signore…. voi siete così buono, avete un cuor così nobile….

—Signora, io non ho cera qui sotto le mani per turarmi gli orecchi, come fece Ulisse, allorquando egli ebbe a trovarsi in un caso simile al mio; ma vi giuro che, se voi proseguite a parlarmi così dolcemente, io supplirò alla cera colla palma delle mani.—

E dicendo queste parole, le quali arieggiavan assai più il madrigale che l'invettiva, Roberto Fenoglio fe' il doppio gesto di un uomo che vuol turarsi gli orecchi.

Era grazioso in quell'atteggiamento, il nostro mandarino posticcio; e la signora, quantunque il momento non fosse da ciò, non potè rattenersi dal ridere.

—Ah, vi pigliate anche giuoco di me, bella e terribile sconosciuta?—incalzò Roberto Fenoglio.—Avete ragione, in fede mia. Eccomi ammogliato senza saperlo, e con chi? con una donna contemplata dall'articolo 185 del Codice penale.