—Vuol dire, o signora…. Ma anzitutto, mi promettete di non andar in collera?

—Ve lo prometto, purchè non mi diciate
complimenti.

—Oh, saranno verità sacrosante: vi dirò quello che sento e nulla più. Sapete voi che cosa avvenga allo zolfo quando un raggio di sole, attraversando il fuoco di una lente, viene a percuotergli sopra?

—Credo che si accenda, ma non potrei giurarlo, perchè non m'intendo di fisica.

—Oh, giuratelo, signora mia, giuratelo pure! Cotesto è avvenuto a me, dacchè voi siete entrata qui, cioè, mi spiego, da quando io mi sono svegliato. Voi siete il raggio di sole; l'occasione bizzarra che vi ha condotto qui è la lente; lo zolfo infine sono io, Roberto Fenoglio, avvocato, e scapolo per giunta. Siete nubile voi?

—No, signore.

—Ah! c'è un marito!…

—Neppure; egli c'è stato.

—Siete vedova, dunque! Vedova! oh dolce nome! siete vedova, e siete bella! Ma tutto ciò è un sogno…. Abbandonarsi all'ignoto! lasciar operare il caso!… L'ignoto è venuto, il caso ha operato un miracolo!

—Che dite voi ora?