—Lasciatemi dire, o signora; parlo col mio angelo custode. Non credete che io ci abbia un angelo custode? È lui che vi ha condotta quassù: consentite che io adori in voi i decreti della divina Provvidenza. E l'esservi voi dichiarata mia moglie non è forse una voce del cielo? La vocazione di Abramo è stata determinata da assai più lievi cagioni. Insomma, o signora, vengo difilato alla conclusione del mio discorso, che vi sarà parso sconclusionato; ma io m'intendo e basta. Che direste voi di un uomo non vecchio, nè al tutto sgradevole, e con ventimila lire di entrata senza contare uno zio materno, decrepito, senza figli, e con mezzo milione?
—Direi,—rispose la signora che sapea stare alla celia,—ch'egli è un uomo fortunato.
—Non mi avete inteso; mi spiegherò meglio. Che direste di quest'uomo, se egli vi proferisse la mano, dopo avervi umilmente chiesto la vostra?
—Direi ch'egli è un bel pazzo, a concepire di così fatti disegni e più pazzo ancora a dirli a me, la prima volta che egli mi vede, e in una somigliante occasione.—
Roberto Fenoglio chinò il capo e lasciò cader le mani penzoloni lungo i braccioli della scranna sulla quale era venuto a sedersi per cominciare il suo dialogo.
—Tutte così, le donne!—esclamò egli, sospirando.
—Tutte così, voi dite? e perchè di grazia?
—Perchè?—ripetè con accento di amarezza Roberto Fenoglio.—Voi mi chiedete ancora il perchè! Perchè esse si dilettano a tormentare il cuore di un uomo, lo girano e rigirano per tutti i versi, scherzandovi su colle loro unghie feline che lacerano dovunque toccano e fanno spicciare il sangue. Dite loro: vi amo, lo dite con tutta la sincerità dell'anima vostra, ed elleno vi ridono sul viso con aria d'incredulità. Per esse l'amore non esiste che allo stato di vecchiezza; lo fanno nascere dalla consuetudine, vi negano ch'e' possa essere il risultato di una commozione subitanea. L'amore per gradi; che bella cosa! Ma qual è, dopo quant'altri gradi incomincia quello in cui si può dire vi amo ed esser creduti? Io mi ribello, o signora, contro questa falsa teorica. Voi stessa, che la lodate palesemente, non ne credete in cuor vostro una jota. Ma essa vi torna acconcia per guadagnar tempo, per pigliarvi diletto dei nostri tormenti… Orvia, signora, non crollate la vostra testolina a quel modo! Lasciatevi dire la verità da un uomo che riceve per la prima volta la scossa elettrica! Io non ho amato mai, sebbene molte fiate siasi potuto argomentare il contrario, da certe vaghe apparenze. Questo affetto che io vi confesso candidamente ora, è già padrone di me. Se la cosa dovesse procedere diversamente, se io dovessi innamorarmi di voi a gradi, a gradi, avreste ragione a non usarmi misericordia, perchè io sarei un uomo da nulla. Come è nato questo amore? Non lo so. La novità del caso era fatta piuttosto per ispirarmi la diffidenza; ma non ne fu nulla. Se debbo confessarvi un mio sospetto, vi dirò che vi ho amato in quel momento che avete posto il vostro braccio sotto il mio. In quella dolce pressione che volea dirmi: salvatemi! io ne ho sentito un'altra che diceva: amatemi. Ho inteso la vostra preghiera, ho accettato il vostro comando; perchè una corrente elettrica mi ha signoreggiato ad un tratto. E subito, comunque turbato, ho messo ogni mia virtù a tornarvi utile. Chi, se non il cuore, mi ha detto allora che voi eravate una gentildonna? Sì, una gentildonna; questa persuasione si è trasfusa a quel contatto in tutto l'esser mio, ed io non ho sospettato di sapere il vostro nome per obbedirvi, come non lo chiedo ora, innanzi di confessarvi che vi amo. E adesso ridete pure, ridete liberamente di me!
—Perchè riderei?—chiese la sconosciuta, con piglio soave.—A schietto parlare schietta risposta. Che cosa direste voi di una donna, la quale, alle prime parole di un uomo che ella vede per la prima volta, gli rispondesse: vi credo, e accettasse di grand'animo l'amor suo?
—Direi che ella è una donna superiore a tutte le altre, o, per rubare una sua magnifica frase al divino Petrarca, «colei che sola a me par donna.»