Ella restò così prostrata non so quanto tempo; poi si rialzò senza guardarmi, mi sospinse con una mano verso la poltrona; mi disse:
— Siedi...
E accostatasi a me, sedette sulle mie ginocchia. Poi, abbandonata la testa sulla mia spalla come una bimba malata, sussurrò:
— Tienmi così, Franzi... tienmi sulle tue ginocchia e non lasciarmi pensare...
Suonavan le campane dell'alba quando mi gettai sul letto, senza neppure svestirmi e mi pareva di essere vuoto d'ogni sostanza, pur senza avere nulla ottenuto.
XX
C'è ancora un albergo dedicato a un nomade poeta?
Fu quando mi ridestai che mi ritornò nella memoria la ghirlandella di gelsomini abbandonata sul ramo più in cima della gigantesca betulla.
Non eran forse queste le prove alle quali la mia disperata Giacometta voleva pormi? Ero io già in pieno rito tartarico?
E mi dolevo meco stesso della mia disavventura e del ginepraio nel quale sempre più mi addentravo e sempre più avrei dovuto addentrarmi fatalmente, di giorno in giorno.