Come avevo potuto trovare una simile creatura proprio in fondo alla mia taciturna Tebaide? nella più quieta, cioè, nella più dispersa, nella più addormentata fra le città di provincia? Proprio te, Forlì, città grugnita dai tre campanili come tre maghi coi cappelli a cono, proprio da un tuo giardino incantato in fondo al Borgo dei Cotogni, doveva uscire per me quello che appena avrebbe potuto darmi una fra le moderne Babilonie? Quale nuovissimo Leggendario di Maddalene avevi tu sfogliato per ispirarti a dar vita a questa tua Girometta?... E sì che i costumi tuoi erano castigatissimi e nessun ardimento sarebbe bastato ad affermare che dalla tua folle vita potesse essere generato un tanto fenomeno!
Ma l'inverosimile è appunto ciò che più di frequente si verifica al mondo; ed è più spesso dai tormentati silenzii e dalle aspre vigilie delle città sonnacchiose che escono le creature piene di follia, atte a qualsiasi estremo.
Mi levai, quel giorno, ingrugnito come la città mia fra le ortaglie, e non chiamai Giacometta. Aspettavo ch'ella fosse comparsa.
Seduto nell'ampia poltrona, fumavo una sigaretta dietro l'altra, guardando, dalla finestra aperta, una riga di sole passar sul muro opposto... e le ore passavano... e Giacometta non compariva.
Era già trascorso mezzogiorno quando mi decisi a troncar l'attesa. Possibile ch'ella dormisse ancora?... Il dubbio che fosse malata mi spinse a bussare alla porta di lei. Nessuno rispose. Dopo reiterati e infruttuosi tentativi aprii la porta ed entrai. La stanza era vuota. Abituato ormai alle stramberie di Giacometta, la prima idea che mi venne fu che ella avesse presa la via della stazione e fosse salita sul primo treno in partenza.
Però, gettato uno sguardo per la stanza, mi convinsi di aver sbagliato. Giacometta era a Bologna. Le sue valigie lo attestavano.
Allora perchè uscire senza dirmi niente? Andai in cerca della signora Zeffira. Anche la placida signora era fuori.
Seppi poi dal portiere che la signorina Maldi era uscita verso le nove.
La cosa m'indispettì. Mi proposi di andarmene per conto mio e di non ritornare se non a tarda notte. Però non avevo fatto dieci passi fuor dall'albergo che eccoti venirmi incontro Giacometta, accompagnata da una signorina che non conoscevo.
— Franzi, ti presento la mia amica Elda Sialli. Venivamo a cercarti. Dove sei stato fino a quest'ora?