— All'albergo.
— Hai dormito?
— Ma neppure per sogno!
— Che cos'hai fatto allora?
— Ti ho aspettato.
— Non sapevi che ero uscita?
— No.
— Sono uscita presto perchè non mi è riuscito di prender sonno. Ti ho lasciato riposare, in compenso. Ora si veniva a cercarti con Arlecchina.
Il nome inatteso mi fece levar gli occhi sul volto della giovinetta che, fino a quel punto, non avevo osservata.
Ci avviammo sotto i porticati corsi da un fiotto di gente ingaita dal sole, dalla stagione, dalla natura sua prodiga e tranquilla che ama il benestare e rifugge dalle malinconie.