Allora Giacometta si rivolse a me.

— Tu, Franzi, non hai un'idea da suggerire?..

Risposi:

— Andiamo a Ravenna.

— Bene bene!... Andiamo a trovar Teodora!... Che ne pensi, Arlecchina?...

— D'accordo! Ma quanti chilometri ci sono di qui a Ravenna?... Perchè voglio essere di ritorno questa sera.

— Non più di ottanta — dissi. — Le strade sono ottime e, se la macchina è forte, si può andare e tornare tranquillamente.

La cosa fu decisa e, presi dalla festevolezza dell'impensato, ci avviammo verso la casa di Elda Sialli.

Poco dopo si filava fra le ville, i pioppi e le borgate della via Emilia, trascinati dall'impeto di una quaranta cavalli, presi dalla vertigine della corsa e della nostra innamorata e spensierata giovinezza.

Superammo Castel San Pietro, Imola, Castel Bolognese in men di un'ora. A quest'ultima borgata abbandonammo i bei colli emiliani per inoltrarci nella pianura che muore fra le pinete e le lande incontro al verde Adriatico.