Era il tempo dei lillà, della madreselva, dei gelsomini... e, nelle notti più brevi, si ridestavano le rose...

Anche una musica era per l'aria, una musica da core, sul vento dell'Adriatico...

O innamorate!...

Cantare ed aver la gola riarsa, questa è una pena nel mondo!

Esse avevano i piccoli piedi nudi...

Si allacciavano, si discioglievano, levavano le braccia, le mani scuotendo le rosse rose... Seguivano gli armonici sentieri della grazia...

E il lieve velame, nell'arte dell'atteggiamento, si dissipava...

Noi eravamo tre; ma io solo avevo il mio cuore di giovine che danzava da solo...

Tutto solo danzava, il mio cuore, la danza della settima rosa!

Udisti tu la mia voce, Galla Placidia, dal tuo mausoleo tutto a stelle?...