Un servo venne ad annunziarlo ed egli si presentò da quel perfetto gentiluomo che era.

— Ho il piacere di conoscervi finalmente!

A me parve una degna persona.

Alto, elegantissimo, il viso compiutamente rasato, la caramella, modi signorili, un parlare calmo e benigno con qualche punta d'ironia.

I marchesi Alberti appartenevano al più antico e schietto patriziato bolognese. Credo avessero avuto uno o due antenati alle Crociate. Un nonno di Otomaro, già generale di Napoleone, era morto al passaggio della Beresina. Il padre era stato ambasciatore a Tokio dove era venuto al mondo Otomaro.

Famiglia ricchissima, possedeva ville e poderi un po' dappertutto.

La Stellata era però il particolare amore dell'ultimo discendente.

Ivi egli teneva corte bandita dal maggio alla fine di giugno e dall'ottobre a Natale.

La buona società bolognese ricorderà ancora i fasti della Stellata.

Io, povero giovine, mi trovavo assai confuso di fronte a un così nobile signore e mi logoravo nel dubbio di non fare almeno una discreta figura.