Chi si sente smarrire riconosce, in sè, Iddio.
Non altrimenti si può arrivare, ma appena, sulla soglia del gran mistero.
I genuini canti del popolo, i canti del crepuscolo recano, nella loro inconscia tristezza, lo stesso smarrimento.
Vi sono ore che scendono sulla terra da un'infinita malinconia di esilio.
Quelle che precedono la scomparsa del sole.
Io guardavo, dai vetri, allontanarsi nell'ombra della sera un carro, per una piccola strada che serpeggiava fra le siepi; un carro rosso, dipinto a rose, come ne usano i contadini delle nostre terre; e lo seguivo con gli occhi come si seguono le cose che si allontanano sotto la sera.
E un suono mi giunse per l'aria, soave e spento; ma non proveniva dall'aperto anzi pareva ammorzato da un inceppo di mura. La musica doveva arrivare da qualche stanza della vecchia villa che ancora non sapevo.
Ascoltai e gli occhi miei erano aperti sul mondo come se nulla vedessero.
Una voce accompagnava il suono.
Suor Costanza mi domandò: